
Sigarette elettroniche e salute respiratoria
A cura di Prof. Luca Richeldi
Nuova Era Magazine
Approfondimento ad intervista a cura di Simona Petrozzi,
al Prof.re Luca Richeldi, pneumologo – Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pneumologia presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma e Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Le alterazioni della funzione respiratoria
Professore, negli ultimi anni abbiamo assistito a una diffusione sempre maggiore delle sigarette elettroniche. Dal punto di vista pneumologico, come valuta questo fenomeno e quali sono oggi le principali preoccupazioni per la salute respiratoria?
«Le principali preoccupazioni riguardano gli effetti a lungo termine dell’inalazione di aerosol contenenti nicotina, solventi, aromi e altre sostanze chimiche, che non sono ancora completamente conosciuti. Gli studi disponibili hanno evidenziato possibili effetti infiammatori sulle vie aeree con alterazioni della funzione respiratoria.
L’esperienza dell’EVALI (E-cigarette or Vaping-Associated Lung Injury) ha dimostrato che alcuni tipi di sigarette elettroniche possono anche provocare danni polmonari gravi e persistenti».
Molti fumatori considerano le e-cig una scelta meno dannosa rispetto alle sigarette tradizionali. Dal punto di vista medico, quali effetti possono avere sui polmoni e sulle vie respiratorie, soprattutto in caso di utilizzo prolungato?
«Le sigarette elettroniche espongono il polmone a un numero inferiore di sostanze tossiche rispetto alle sigarette tradizionali, ma questo non significa che siano prive di rischi.
La maggior parte degli studi concorda nel ritenere che siano probabilmente meno dannose del fumo combusto, ma gli effetti dell’utilizzo prolungato non sono ancora completamente conosciuti, proprio perché l’utilizzo diffuso di questo tipo di sigarette risale a una decina di anni fa.
Per fare un paragone, gli effetti del fumo di sigaretta sulla mortalità e sul cancro polmonare; sono stati compresi grazie a studi con follow-up di almeno 30 anni.
Per questo motivo, una delle principali preoccupazioni, è che gli effetti più importanti dell’esposizione cronica agli aerosol delle sigarette elettroniche, potrebbero emergere solo nei prossimi decenni».Il disagio dei giovani fumatori
Sempre più adolescenti si avvicinano alle sigarette elettroniche, spesso senza aver mai fumato prima. Quanto la preoccupa questo dato e quali rischi vede nello sviluppo di una dipendenza precoce dalla nicotina?
«Particolare attenzione, va riservata proprio ai giovani e ai non fumatori.
In questi soggetti, le sigarette elettroniche non rappresentano uno strumento di riduzione del danno, ma una potenziale porta d’ingresso alla dipendenza da nicotina.
ll problema, non riguarda soltanto l’esposizione a una sostanza potenzialmente dannosa e che provoca dipendenza.
Ma soprattutto il fatto che il cervello dell’adolescente è ancora in fase di sviluppo. Le evidenze disponibili suggeriscono possibili conseguenze su attenzione, concentrazione, capacità di apprendimento e controllo degli impulsi.
Infine, quanto più precoce è l’esposizione alla nicotina, tanto maggiore è la probabilità che la dipendenza persista nell’età adulta».
Alcuni specialisti ritengono che le sigarette elettroniche possano aiutare determinati pazienti a ridurre o abbandonare il fumo tradizionale. Nella sua esperienza clinica, possono realmente essere uno strumento utile oppure presentano ancora troppe incognite?
«Il messaggio più importante rimane che il polmone è un organo progettato per respirare aria pulita.
Per chi fuma, l’obiettivo dovrebbe essere sempre la cessazione completa del consumo di nicotina, utilizzando percorsi e strumenti terapeutici validati scientificamente».
“I polmoni sono fatti per respirare aria pulita”
Se dovesse lasciare un messaggio ai giovani e a chi oggi utilizza le sigarette elettroniche con leggerezza, quale consiglio darebbe come medico e come persona che ogni giorno si confronta con le malattie respiratorie?
«Direi ai giovani di non lasciarsi ingannare dall’idea che ciò che appare moderno o tecnologicamente avanzato sia necessariamente innocuo.
Ogni giorno vediamo quanto sia preziosa la funzione respiratoria e quanto possa essere difficile recuperarla una volta compromessa.
I polmoni sono fatti per respirare aria pulita, non aerosol, fumo o sostanze chimiche inalate.
Il consiglio che darei è di proteggere questo patrimonio fin da giovani, perché molte malattie respiratorie si sviluppano lentamente e i loro effetti diventano evidenti solo dopo anni. La vera libertà non è scegliere tra diversi modi di assumere nicotina, ma non dipendere da nessuno di essi».